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ESCAPOLOGY

Venezia

XVII Biennale di Architettura di Venezia 2021

Ma il tempo in sé come lo misuro? (…) Misuro il tempo, lo so; ma non misuro il futuro, che non esiste ancora; non misuro il presente, che non ha estensione, non misuro il passato, che ormai non esiste più.
Agostino d’Ippona, Le Confessioni, Libro XI

Escapology
Salti di scala.
Salti nel vuoto.
Grande e piccolo assumono lo stesso valore.
Il salto di scala annulla lo spazio.
Il salto di scala annulla il tempo.
Non c’è un prima o un dopo.
Un edificio si racconta in un dettaglio, un oggetto si contamina nel disegno di un prospetto, un dettaglio scaturisce da una scala 1:5000.
Senza soluzione di continuità.
Un tessuto, un materiale, un allestimento, una trama, una sedia, spazi, porte, industrie, arte, drive-in, abitazioni, frutta, uffici, armadi, bagni, luci e ombre, cordoli, giardini, facciate, complementi, grafica, artigianalità, Diavoli e Santi, matite, parcheggi, quaderni, giornate, masterplan, borse, travi, cucine, cartongesso, impianti, cemento e ancora tessuti, materiali, colori, spazi e spazi…
…tutto desta.
Escapology è il racconto di questa simultaneità, una confusione compatta.
Una stanza silenziosa.
Il punto di uscita (o di entrata) in dimensioni parallele. I progetti agiscono sul tempo e sullo spazio. Wormholes.
Non è importante l’oggetto, ma il metodo della ricerca.
Che come nelle grandi illusioni, non può venire svelato.

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