CON ARCH. MONICA MARTINI
Il progetto riguarda la ristrutturazione e l’ampliamento della porzione di testa di un edificio residenziale degli anni Cinquanta, con l’obiettivo di adeguarlo alle esigenze abitative contemporanee di una giovane famiglia. L’intervento realizzato ai sensi della normativa regionale “Piano Casa” si fonda sul principio del riuso del costruito e sulla continuità intergenerazionale, mantenendo sedime, volume e linguaggio architettonico originari.
Vengono preservati gli elementi tipologici principali, quali la copertura a due falde con manto in coppi, le linee di colmo e gronda e le finiture esterne in intonaco tradizionale. L’ingresso è enfatizzato da un pergolato di forma triangolare che accoglie un albero, assunto come simbolo di radicamento e continuità.
Gli spazi interni sono oggetto di un riordino funzionale che, pur mantenendo la distribuzione tradizionale (zona giorno al piano terra e zona notte al piano primo), introduce elementi di innovazione volumetrica, quali la doppia altezza del soggiorno, il blocco servizi al piano terra e il volume guardaroba nella camera principale. Tali inserti generano una dialettica tra continuità e discontinuità spaziale tra pieni e vuoti. La configurazione spaziale risulta fluida e modulabile grazie all’impiego di pannelli scorrevoli e alla relazione tra le aperture sulle facciate opposte, che consentono una continuità tra i giardini Nord e Sud, evocando il “portico passante” della tradizione rurale. L’ampliamento, disposto lungo l’asse Nord-Sud e aperto verso Ovest, svolge funzioni di ingresso e servizio e reinterpreta la tipologia insediativa della corte, rafforzando il dialogo con il contesto territoriale.
Pubblicato in Pièra n°8/settembre 2018